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LA STORIA

La Venerabile Arciconfraternita di Misericordia di Pontedera nacque nei primi decenni del XVIII secolo: non se ne conosce l’atto costitutivo, ma è del 2 agosto 1737 l’inaugurazione della nuova chiesa della confraternita, dedicata a Sant’Antonio, benedetta dal canonico della Primaziale Giuseppe Blasini, ex proposto di Pontedera. Essa fu istituita per garantire assistenza sanitaria e cristiana sepoltura ai «miserabili», cioè a quegli individui talmente poveri ed emarginati da non potersi nemmeno permettere l’iscrizione alle altre confraternite locali che già assicuravano aiuto ai propri confratelli bisognosi. Tra i miserabili furono compresi anche i condannati a morte del tribunale di Vicopisano, che i confratelli assistevano fino al momento dell’esecuzione.
Nel quadro della soppressione delle compagnie laicali voluta dal granduca Pietro Leopoldo nel 1785, anche la Misericordia pontederese cessò l’attività e la sua chiesa fu adibita a stanza mortuaria; tuttavia il 16 giugno 1790 la confraternita fu ricostituita col compito di celebrare gratuitamente i funerali dei poveri e la sua chiesa fu nuovamente aperta al culto.
Così si legge nello Statuto del 1791: Ogni volta che passerà da questa all’altra vita qualche persona miserabile, dovrà ciascun fratello andare con la cappa ad associarlo e condurlo nel luogo destinato per deposito, come ancora dovranno accorrere a qualunque caso o altra disgrazia che succedesse, che Dio non voglia, sì a persone del paese come ancora ai forestieri sì poveri che facoltosi, i paesani recandoli alle proprie case ed i forestieri alla locanda, facendone di tutto avvisato il Padre Direttore. Dovranno similmente associare i Fratelli defunti della nostra compagnia e tutto quanto si è qui sopra esposto lo dovranno fare per carità. Era quindi compito specifico dei confratelli della Misericordia il seppellimento gratuito dei poveri e il soccorso a quanti fossero colti da malore o restassero vittime di incidenti, con l’obbligo di accompagnare i pontederesi alle proprie case e i forestieri ad una locanda.
Nel 1807, con l’annessione della Toscana all’impero francese, tutte le confraternite furono nuovamente sciolte e la chiesa della Misericordia, nel 1811, venne trasformata in caserma. La confraternita fu ricostituita nel 1814, senza tuttavia rientrare in possesso della sua vecchia chiesa.
Nel 1825 l’Arcivescovo di Pisa propose che fosse presa in affitto una stanza prossima alla chiesa parrocchiale (oggi santuario del SS. Crocifisso) ed il gonfaloniere si accordò col proposto per l’affitto di “due stanze al primo piano della così detta vecchia canonica” e la Misericordia continuò a celebrare così le sue funzioni nella chiesa parrocchiale. Tutte queste vicende furono interpretate dai confratelli come una mancanza di considerazione delle autorità civili locali e della comunità ecclesiale verso di loro.
Solo fra il dicembre 1845 e l’agosto 1846 la classe dirigente pontederese riuscì a dare nuova vita alla Misericordia, procurando l’iscrizione di nuovi confratelli, riformando lo statuto e, soprattutto, ricevendo compiti precisi dal Comune. In una delibera del Magistrato della Misericordia del 9 agosto 1846, si afferma: Le opere di misericordia, che formano il principale scopo della confraternita sono dirette al vantaggio della Società in generale... avvenendo il caso che il povero ammalato non abbia casa né mezzi dove farsi trasportare, o paesano o forestiero che sia, ed il medesimo trovisi talmente aggravato dal male da non permettere il trasporto al Regio Spedale di Pisa, in tale stato la Venerabile Confraternita raccoglierà il povero ammalato e presterà l’opera di carità trasportandolo in qualche locanda o luogo assegnato e sarà tenuta a sovvenire il medesimo per tre giorni coll’emolumento di soldi tredici e danari quattro per ciascheduno giorno; le spese occorrenti per il povero infermo saranno a carico della Comune di Pontedera.
Se ne deduce che dal 1846 la Misericordia di Pontedera diventa lo strumento con cui il Comune garantisce ai poveri un minimo di assistenza sanitaria.
Il 24 gennaio 1847 viene deliberato l’acquisto del “carrettone tanto necessario per il trasporto dei poveri infermi al R. Spedale di Pisa”. Nello stesso periodo venne progettata la realizzazione di una infermeria dove prestare le prime cure.
Nel 1857 la Misericordia pontederese ottenne l’affiliazione all’ Arciconfraternita di Misericordia di Firenze. 
In questi stessi anni si cominciò a pensare a costruire una nuova sede ed una nuova chiesa, dove adempiere agli obblighi liturgici e alle celebrazioni, consistenti essenzialmente nel canto del cosiddetto “uffizio per i morti”: l’inaugurazione del nuovo edificio sacro con gli annessi locali avvenne il 29 settembre 1889.
Si può concludere questa ricostruzione storica affermando che vi siano stati due momenti importanti nel percorso caritativo della Misericordia: se nella seconda metà del Settecento rappresentò per Pontedera il passaggio dalla “carità” tradizionalmente esercitata tra i membri delle confraternite, alla “misericordia” intesa come aiuto offerto a chi non era protetto dall’iscrizione ad alcuna confraternita, nella seconda metà dell’Ottocento la Misericordia divenne lo strumento con cui il Comune di Pontedera, attraverso apposite convenzioni, garantiva ai poveri un minimo di assistenza sanitaria, caratteristica che si è consolidata nel tempo fino ai giorni d’oggi.

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